L'Italia è suddivisa in 6 zone climatiche, dalla A (la più calda) alla F (la più fredda), assegnate a ciascun comune in base ai gradi-giorno (GG). La zona A comprende pochissimi comuni con meno di 600 GG (Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle). La zona F include comuni montani con oltre 3.000 GG (Livigno, Sestriere, Cortina). La maggior parte degli italiani vive in zona D (1.401-2.100 GG) o E (2.101-3.000 GG): Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze.
La zona climatica determina due cose nella bolletta gas. Primo: gli scaglioni di accisa. L'accisa agevolata (circa 0,044 €/Smc) si applica ai primi 120 Smc in zona A e B, ai primi 200 Smc in zona C, 260 Smc in zona D, 350 Smc in zona E e 480 Smc in zona F. Oltre questi scaglioni l'accisa sale a circa 0,175 €/Smc. Secondo: i coefficienti di conversione tra standard metro cubo e metro cubo effettivo variano leggermente con l'altitudine.
In pratica, il consumo medio annuo di gas varia enormemente tra le zone. Un appartamento di 80 mq in zona B (Palermo, Catania) consuma 400-600 Smc/anno. Lo stesso appartamento in zona E (Milano, Torino) consuma 1.000-1.400 Smc/anno. In zona F (Belluno, Cuneo) si arriva a 1.500-2.000 Smc/anno.
Questo significa che l'impatto della scelta del fornitore è molto diverso: chi consuma 1.400 Smc in zona E e risparmia 0,05 €/Smc cambiando fornitore mette in tasca 70 €/anno. Chi consuma 400 Smc in zona B risparmia solo 20 €/anno con la stessa differenza unitaria. Inserisci i tuoi Smc reali nel comparatore per un calcolo preciso.