Tariffo — Lo sceriffo del risparmio

Confronta le offerte Gas del mercato libero

Il costo del gas naturale dipende dal consumo annuo in Smc, dalla zona climatica e dal tipo di contatore. Tariffo confronta le offerte dei principali fornitori calcolando la spesa effettiva incluse tutte le componenti: materia prima, trasporto, oneri e imposte. Scegli tra prezzo fisso e variabile (indicizzato al PSV) e trova la tariffa più adatta alla tua casa.

PSV0,9202 €/Smc
Aggiornato 20 ore fa

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Carica la bolletta: l'AI di Tariffo analizza consumi, costi fissi e prezzo materia prima per confrontare le offerte più convenienti per casa tua.

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In sintesi

A Ottobre 2026 Tariffo confronta 39 offerte gas da 10 fornitori del mercato libero. I prezzi mensili vanno da €20.56 a €44.95/mese (calcolati su un consumo tipo di 1.400 Smc/anno, zona climatica E). Di queste, 22 sono a prezzo fisso e 17a prezzo variabile indicizzato al PSV. L'offerta più economica è di Engie.

Ultimi aggiornamenti PSV gas

Valori giornalieri del Punto di Scambio Virtuale, variazioni e impatto sulle offerte gas indicizzate.

Tutti gli aggiornamenti

Cambio fornitore gas: cosa sapere

Meglio il prezzo fisso o variabile per il gas?+

Il gas ha una stagionalità marcata: i prezzi all'ingrosso salgono in inverno (alta domanda per riscaldamento) e scendono in estate. Il prezzo variabile segue l'indice PSV (Punto di Scambio Virtuale), il riferimento italiano per il gas naturale, che a sua volta è influenzato dal TTF olandese, il benchmark europeo.

Con il prezzo fisso blocchi il costo della materia prima per 12-24 mesi, indipendentemente da cosa fa il mercato in inverno. A Ottobre 2026 ci sono 22 offerte a prezzo fisso e 17a prezzo variabile. Se il gas rappresenta una spesa importante (riscaldamento autonomo, consumi sopra i 1.000 Smc/anno), il fisso offre prevedibilità. Se consumi poco gas (solo cottura e acqua calda, sotto i 500 Smc/anno), il variabile ha meno rischio perché l'importo assoluto è contenuto.

Come funziona il cambio fornitore gas?+

Scegli la nuova offerta e la attivi. Il nuovo fornitore gestisce il passaggio usando il tuo codice PDR (Punto di Riconsegna), un codice di 14 cifre che identifica univocamente il tuo contatore gas. Lo trovi nella prima pagina della bolletta o sulla targhetta del contatore stesso.

Non devi disdire il vecchio contratto: il nuovo fornitore se ne occupa. Lo switch decorre dal 1° del mese se avviato dal nuovo venditore entro il giorno 10 del mese precedente: in pratica servono di norma 1-2 mesi. Il passaggio non comporta alcuna interruzione della fornitura. Il contatore resta lo stesso, nessun tecnico deve venire a casa tua. Il vecchio fornitore ti invierà la bolletta di chiusura con il conguaglio fino alla data di switch.

Quanto si risparmia sul gas?+

Dipende da quanto consumi, da dove abiti e da cosa paghi adesso: non esiste un risparmio garantito. Chi ha un consumo elevato (ad esempio chi usa il gas per il riscaldamento in zona E o F) vede differenze più ampie in valore assoluto tra un'offerta e l'altra.

Chi consuma poco (300-500 Smc, solo cottura e acqua calda) risparmia proporzionalmente di meno: la componente materia prima pesa meno sulla bolletta totale. In ogni caso, prendi l'ultima bolletta, guarda il costo unitario in €/Smc alla voce "materia prima gas" e confrontalo con le offerte nel comparatore: confronta la spesa annua stimata, non solo il prezzo unitario.

Perché l'IVA sul gas ha due aliquote?+

La normativa fiscale italiana prevede IVA agevolata al 10% sui primi 480 Smc/anno di gas naturale per uso civile (riscaldamento, cottura, acqua calda sanitaria). Oltre questa soglia, l'aliquota sale al 22%. La soglia di 480 Smc è fissa per tutti, indipendentemente dalla zona climatica.

In pratica: chi consuma 800 Smc/anno paga IVA al 10% sui primi 480 e al 22% sui restanti 320. Chi consuma 400 Smc paga tutto al 10%. Questo meccanismo rende il costo marginale del gas significativamente più alto oltre i 480 Smc. Se ti avvicini a quella soglia, investire in efficienza (caldaia a condensazione, isolamento termico) può avere un ritorno economico concreto anche grazie al risparmio di IVA.

Come leggere la bolletta del gas

La bolletta del gas segue la struttura imposta da ARERA e si divide in quattro macro-voci, identiche nella logica a quelle della luce ma con importi e meccanismi diversi. La prima è la spesa per la materia gas naturale: include il prezzo del gas (in €/Smc), la quota fissa di commercializzazione e gli eventuali corrispettivi variabili. Il suo peso sulla bolletta cambia con il periodo, l'offerta e il consumo; è la componente su cui il fornitore compete davvero.

La seconda voce è la spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Copre i costi della rete di distribuzione e misura, ed è fissata da ARERA. Non cambia tra un fornitore e l'altro. La terza voce riguarda gli oneri di sistema, anch'essi regolati da ARERA: finanziano efficienza energetica, bonus sociale e qualità del servizio.

La quarta voce è la più complessa: le imposte. Sul gas gravano l'accisa (o imposta erariale di consumo), l'addizionale regionale e l'IVA. L'accisa è differenziata per scaglioni di consumo annuo (aliquota molto bassa fino a 120 Smc, più alta oltre) ed è ridotta nei territori del Mezzogiorno; non dipende dalla zona climatica. L'IVA è al 10% sui primi 480 Smc/anno per usi civili e al 22% oltre.

Per confrontare due offerte gas, concentrati sulla spesa per la materia gas naturale: è l'unica variabile. Tutto il resto — trasporto, oneri, accisa, IVA — è uguale per chiunque. Il nostro comparatore calcola tutte le componenti per darti la spesa annua reale, ma il risparmio ottenibile cambiando fornitore dipende solo dalla prima voce.

PSV: cos'è e come funziona

Il PSV (Punto di Scambio Virtuale) è il punto di riferimento per il prezzo del gas naturale all'ingrosso in Italia. Gestito dal GME, è il mercato dove i grandi operatori comprano e vendono gas. Il prezzo PSV è espresso in €/MWh (o equivalente in €/Smc dopo conversione) e viene aggiornato quotidianamente.

Le offerte gas "indicizzate al PSV" funzionano così: il tuo prezzo in €/Smc viene ricalcolato ogni mese (o trimestre, a seconda del contratto) in base alla media del PSV nel periodo precedente, più uno spread fisso del fornitore. Lo spread è il margine commerciale: confrontalo tra le offerte per capire chi applica meno.

Il PSV italiano è correlato al TTF (Title Transfer Facility), il benchmark europeo del gas naturale con sede ad Amsterdam. In condizioni normali i due indici si muovono insieme, con il PSV leggermente più alto a causa dei costi di trasporto. Durante la crisi del 2022 il PSV ha superato i 200 €/MWh, per poi scendere sotto i 40 €/MWh nel 2024. Questa volatilità spiega perché molte famiglie preferiscono il prezzo fisso per il gas.

Il PSV conviene quando il mercato del gas è in fase calante (tipicamente in estate, quando la domanda per riscaldamento è zero) e se sei disponibile a monitorare il mercato. Il fisso conviene quando vuoi certezza sulla bolletta invernale, che per chi si riscalda a gas è la voce di spesa domestica più alta dopo l'affitto o il mutuo.

Zona climatica e consumi: perché contano

L'Italia è suddivisa in 6 zone climatiche, dalla A (la più calda) alla F (la più fredda), assegnate a ciascun comune in base ai gradi-giorno (GG). La zona A comprende pochissimi comuni con meno di 600 GG (Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle). La zona F include comuni montani con oltre 3.000 GG (Livigno, Sestriere, Cortina). La maggior parte degli italiani vive in zona D (1.401-2.100 GG) o E (2.101-3.000 GG): Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze.

La zona climatica incide soprattutto sul consumo: determina il periodo di accensione del riscaldamento e quindi gli Smc stimati, ed entra nel calcolo del bonus gas. Non determina invece l'accisa, che dipende dagli scaglioni di consumo annuo e dall'appartenenza o meno ai territori del Mezzogiorno.

In pratica, a parità di casa il consumo di gas per il riscaldamento cresce passando dalle zone climatiche più calde (A, B) a quelle più fredde (E, F). Il dato più affidabile resta il consumo annuo indicato nelle tue bollette: inseriscilo nel simulatore per una stima sulla tua casa.

Questo significa che l'impatto della scelta del fornitore è molto diverso: chi consuma 1.400 Smc in zona E e risparmia 0,05 €/Smc cambiando fornitore mette in tasca 70 €/anno. Chi consuma 400 Smc in zona B risparmia solo 20 €/anno con la stessa differenza unitaria. Inserisci i tuoi Smc reali nel comparatore per un calcolo preciso.

La fine del mercato tutelato gas: cosa cambia

Il mercato tutelato del gas naturale per i clienti domestici non vulnerabili è terminato il 1° gennaio 2024, sei mesi prima di quello dell'energia elettrica (chiuso il 1° luglio 2024). Questo ha creato una situazione in cui per mesi i consumatori hanno dovuto scegliere un fornitore gas pur potendo restare nel tutelato per la luce.

A differenza della luce, per il gas non esiste un Servizio a Tutele Graduali. I clienti domestici non vulnerabili che non avevano scelto sono rimasti con lo stesso venditore, passando a un'offerta PLACET con condizioni definite da ARERA (salvo una quota fissa annua decisa dal venditore), che non necessariamente è la più conveniente.

I clienti vulnerabili (over 75, aventi diritto al bonus sociale, persone con disabilità ai sensi della legge 104/1992, forniture in strutture abitative di emergenza dopo una calamità) sono serviti nel Servizio di tutela della vulnerabilità, con prezzo variabile mensile legato alla media del PSV day-ahead più le componenti definite da ARERA. Anche per loro confrontare periodicamente le offerte resta utile: possono passare al mercato libero e chiedere in qualsiasi momento di tornare nella tutela della vulnerabilità.

Il dato chiave: nel gas, più che nella luce, la componente materia prima pesa sulla bolletta. Un fornitore che applica anche solo 0,05 €/Smc in meno su un consumo di 1.400 Smc/anno fa risparmiare 70 €. Moltiplicato per 2-3 anni di contratto, diventa una cifra concreta. Il confronto periodico non è un esercizio teorico: è il modo più diretto per tagliare una delle voci più pesanti del bilancio familiare.

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Informazioni sui risultati

Le 39 offerte gas sono calcolate su un consumo tipo di 1.400 Smc/anno in zona climatica E — i parametri di riferimento ARERA per un utente domestico con riscaldamento autonomo a gas. Modificando i filtri puoi personalizzare il calcolo sui tuoi dati reali.

I prezzi provengono dal nostro catalogo, letto più volte al giorno: la spesa annua è calcolata sul profilo di consumo indicato. Se noti una discrepanza tra il prezzo mostrato e quello sul sito del fornitore, segnalacelo.

Alcune offerte sono indicate come "Consigliata": significa che hanno un accordo commerciale con noi. Nell'ordinamento predefinito sono mostrate per prime; le altre seguono per spesa annua calcolata.

Come funziona il nostro sito

Tariffo è un servizio gratuito per gli utenti. Potremmo ricevere una commissione dai fornitori a cui ti indirizziamo, quando attivi un'offerta tramite i nostri link. Le offerte contrassegnate come "Consigliata" hanno accordi commerciali attivi. Nell'ordinamento predefinito compaiono per prime, le altre seguono per spesa annua calcolata. Anche per offerte senza badge possiamo ricevere un compenso.

Metodologia e fonti

I dati sulle offerte vengono raccolti dal Portale Offerte ARERA e dai siti ufficiali dei fornitori, aggiornati quotidianamente. Il calcolo della spesa annua considera tutte le componenti: materia gas naturale, trasporto e gestione contatore, oneri di sistema e imposte (accisa, addizionale regionale e IVA). I parametri regolati sono quelli vigenti pubblicati da ARERA.

Dati letti dal nostro catalogo più volte al giorno. Criteri e commissioni sono spiegati nella pagina Come funziona.

Domande frequenti sul gas

1Qual è la migliore offerta gas di Ottobre 2026?

A Ottobre 2026 la tariffa gas più conveniente parte da circa €20.56/mese con Engie, calcolata su un consumo tipo di 1.400 Smc/anno in zona climatica E. Il costo effettivo dipende dalla tua zona climatica, dal consumo reale e dal tipo di prezzo (fisso o indicizzato PSV). Inserisci i tuoi dati nel comparatore per una stima personalizzata.

2Quanto costa un metro cubo di gas sul mercato libero?

Dipende dall'offerta e dal periodo: al prezzo della materia prima gas (fisso o indicizzato al PSV) si aggiungono trasporto, oneri di sistema, accisa (a scaglioni di consumo annuo: aliquota molto bassa fino a 120 Smc, più alta oltre; aliquote ridotte nei territori del Mezzogiorno) e IVA. Confronta sempre la spesa annua totale, non solo il prezzo della materia prima.

3Cosa succede se non ho scelto un fornitore gas?

Dal 1° gennaio 2024 i clienti domestici gas non vulnerabili che non avevano scelto sono rimasti con lo stesso venditore, passando a un'offerta PLACET con condizioni definite da ARERA (salvo una quota fissa annua decisa dal venditore). I vulnerabili sono serviti nel Servizio di tutela della vulnerabilità. Verifica la tua situazione contrattuale e confronta la spesa annua delle offerte disponibili.

4Posso tornare al mercato tutelato del gas?

No. Il mercato tutelato del gas per i non vulnerabili è chiuso dal gennaio 2024. I clienti vulnerabili (over 75, aventi diritto al bonus sociale, persone con disabilità ai sensi della legge 104/1992, forniture in una struttura abitativa di emergenza dopo una calamità) possono restare nel Servizio di Tutela della Vulnerabilità con prezzi regolati da ARERA. Tutti gli altri devono scegliere un'offerta del mercato libero.

5Perché l'IVA sul gas ha due aliquote?

L'IVA sulla fornitura di gas naturale per uso domestico è del 10% sui primi 480 Smc/anno (considerati consumi di base per riscaldamento e cottura). Oltre i 480 Smc, l'aliquota sale al 22%. Questo significa che chi consuma molto — case grandi, zone climatiche fredde — paga un'IVA media più alta. La soglia di 480 Smc è fissa e non dipende dalla zona climatica.

6Cosa sono le zone climatiche e come influenzano il prezzo?

L'Italia è divisa in 6 zone climatiche (dalla A, la più calda, alla F, la più fredda) in base ai gradi-giorno del comune. La zona climatica influenza il consumo stimato e il bonus gas, non l'accisa, che dipende dagli scaglioni di consumo annuo e dall'appartenenza o meno ai territori del Mezzogiorno. In pratica, chi abita in zona E o F consuma di più per riscaldarsi.

7Il prezzo fisso del gas può aumentare?

Se il contratto specifica "prezzo fisso" o "prezzo bloccato", la componente materia prima resta invariata per la durata concordata (12 o 24 mesi). Le componenti regolate (trasporto, oneri, accisa, IVA) possono comunque variare perché sono stabilite da ARERA e dal legislatore. Alla scadenza, il fornitore applica nuove condizioni economiche. Segna la data e confronta prima della scadenza.

8Come si legge il contatore del gas?

I contatori gas tradizionali mostrano un display con cifre nere (metri cubi interi) e cifre rosse (decimali). Per l'autolettura servono solo le cifre nere. I contatori elettronici di nuova generazione (smart meter) trasmettono la lettura automaticamente al distributore. L'autolettura è utile per evitare bollette stimate: comunicala al fornitore nella finestra indicata in bolletta.

9Quanto tempo ci vuole per cambiare fornitore gas?

Di norma 1-2 mesi: lo switch decorre dal 1° del mese se avviato dal nuovo venditore entro il giorno 10 del mese precedente. Il nuovo fornitore gestisce tutto usando il tuo codice PDR (Punto di Riconsegna), che trovi in bolletta — è un codice numerico di 14 cifre. Non c'è interruzione della fornitura e non devi contattare il vecchio fornitore. Il contatore resta lo stesso.

10Conviene il contratto dual fuel (luce + gas)?

Le offerte dual fuel combinano luce e gas con lo stesso fornitore. Il vantaggio è pratico: una sola bolletta, un solo servizio clienti. Alcuni fornitori applicano uno sconto aggiuntivo per il dual fuel. Ma il risparmio non è garantito: a volte conviene avere luce con un fornitore e gas con un altro, se le singole offerte sono più competitive. Confronta sempre separatamente prima di decidere.