La scelta tra monorario e biorario dipende da un dato preciso: la distribuzione dei tuoi consumi nelle fasce orarie. Lo trovi in bolletta, nella sezione dei consumi rilevati, oppure nel portale del distributore (e-distribuzione per la maggior parte dei contatori italiani). I consumi sono divisi in F1, F2 e F3.
Se oltre il 60% dei tuoi kWh ricade in F2 e F3 — cioè consumi soprattutto di sera, di notte e nel weekend — una tariffa bioraria ti fa risparmiare. Questo profilo è tipico di chi lavora fuori casa tutto il giorno e usa gli elettrodomestici principali (lavatrice, lavastoviglie, forno) la sera o nel fine settimana. Anche chi ha un'auto elettrica e la ricarica di notte rientra in questo profilo.
Se lavori da casa, hai il condizionatore acceso di giorno in estate o usi il piano a induzione per cucinare a pranzo, la maggior parte dei consumi cade in F1. In questo caso il monorario è meglio: eviti di pagare un sovrapprezzo sulle ore di punta. Il prezzo monorario è una media ponderata delle tre fasce, quindi chi consuma molto in F1 ci perde con il biorario.
Un dato di riferimento: la famiglia italiana media consuma circa il 35% in F1, il 25% in F2 e il 40% in F3 (fonte: ARERA). Con questa distribuzione la differenza tra monorario e biorario è minima, nell'ordine di 10-20 €/anno. La scelta diventa significativa solo quando la distribuzione è molto sbilanciata in un senso o nell'altro.