Nella bolletta elettrica le voci di spesa seguono lo schema definito da ARERA, riassunto dal 1° luglio 2025 nello «scontrino dell'energia». La prima è la spesa per la materia energia: è la componente su cui il fornitore compete e l'unica che cambia davvero tra un'offerta e l'altra. Include il prezzo dell'energia (in €/kWh), la quota fissa di commercializzazione e l'eventuale componente di dispacciamento. Il suo peso sulla bolletta cambia con il periodo, l'offerta e il consumo: per questo confrontiamo la spesa annua complessiva.
La seconda voce è la spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Questa la paga chiunque, indipendentemente dal fornitore, perché copre i costi della rete elettrica gestita dal distributore locale (e-distribuzione nella maggior parte d'Italia). La tariffa è fissata da ARERA.
Terza voce: gli oneri di sistema. Servono a finanziare le rinnovabili (componente Asos), lo smantellamento del nucleare, il bonus sociale e altre voci di interesse collettivo. Anche questi sono identici per tutti i fornitori: per il cliente tipo ARERA pesano circa l'11% del prezzo nel I trimestre 2026. Quarta e ultima voce: le imposte— IVA al 10% per uso domestico, anche nelle seconde case (22% per gli usi non domestici), e accisa per kWh, con esenzione sui primi 150 kWh al mese solo nell'abitazione di residenza con potenza fino a 3 kW (l'esenzione si riduce per consumi più alti).
Il punto chiave: quando confronti due offerte, concentrati sulla spesa per la materia energia. Le altre tre voci non cambiano. Il nostro comparatore calcola tutte e quattro le componenti per darti la spesa annua effettiva, ma il margine di risparmio reale sta nella prima.