Tariffo — Lo sceriffo del risparmio

Confronta le offerte Luce del mercato libero

Ogni famiglia ha consumi diversi: per questo Tariffo calcola il costo reale della bolletta in base ai tuoi kWh annui, alla potenza del contatore e alla residenza. Confronta le tariffe a prezzo fisso e variabile dei principali fornitori italiani e scopri quanto puoi risparmiare senza cambiare le tue abitudini.

In sintesi

A Aprile 2026 Tariffo confronta 40 offerte luce da 8 fornitori del mercato libero. I prezzi mensili vanno da €35.00 a €55.64/mese (calcolati su un consumo tipo di 2.700 kWh/anno, potenza 3 kW, residente). Di queste, 17 sono a prezzo fisso e 23a prezzo variabile indicizzato al PUN. L'offerta più economica è di AGSM AIM Energia.

Cambio fornitore luce: cosa sapere

Meglio il prezzo fisso o variabile?+

Il prezzo fisso blocca il costo della componente energia (espresso in €/kWh) per 12 o 24 mesi. Se il PUN sale, tu non lo senti. Se scende, paghi comunque il prezzo pattuito. Nei periodi di mercato alto — come è stato tra fine 2022 e metà 2023 — chi aveva un fisso stipulato prima ha risparmiato centinaia di euro.

Il prezzo variabile segue l'indice PUN (Prezzo Unico Nazionale), aggiornato mensilmente dal GME. Conviene quando il mercato è in discesa o stabile, ma ti espone ai picchi invernali. A Aprile 2026 ci sono 17 offerte a prezzo fisso e 23 a prezzo variabile nel confronto. Se non vuoi sorprese in bolletta, il fisso è la scelta più prudente. Se segui il mercato e sei disposto a cambiare fornitore quando il PUN sale, il variabile può costare meno nel lungo periodo.

Cosa succede quando cambio fornitore luce?+

Scegli la nuova offerta e la attivi (online, telefono o in negozio). Il nuovo fornitore gestisce tutto: richiede il passaggio al distributore locale usando il tuo codice POD, che trovi nella prima pagina della bolletta (inizia con IT001E). Non devi contattare il vecchio fornitore e non devi disdire nulla.

Il passaggio avviene in 2-3 settimane. Non c'è interruzione di corrente: il contatore resta lo stesso, cambia solo l'azienda che ti fattura. L'ultimo fornitore ti manda la bolletta di conguaglio con i consumi fino alla data di switch. Se hai un contratto con vincolo attivo, verifica prima eventuali penali di recesso anticipato (anche se per legge non possono superare i costi effettivi sostenuti dal fornitore).

Quanto si risparmia cambiando fornitore?+

Dipende da cosa paghi adesso. Chi è rimasto sul Servizio a Tutele Graduali (STG) o su un vecchio contratto con condizioni economiche mai aggiornate può risparmiare tra 50 e 200 €/anno passando all'offerta più competitiva del mercato libero. Chi ha già un'offerta recente del mercato libero difficilmente troverà differenze superiori ai 30-50 €/anno.

Il consiglio pratico: prendi l'ultima bolletta, guarda la voce "spesa per la materia energia" e il costo unitario in €/kWh. Inserisci il tuo consumo annuo nel comparatore e confronta. Se la differenza annua supera i 50 €, il cambio ha senso. Se è sotto, valuta se il nuovo fornitore offre un prezzo fisso più lungo o condizioni contrattuali migliori.

Cosa sono le fasce orarie F1, F2, F3?+

ARERA divide il giorno in tre fasce per differenziare il prezzo dell'energia. F1 (ore di punta): lunedì-venerdì dalle 8:00 alle 19:00, esclusi festivi. Il prezzo è più alto perché la domanda è massima. F2 (ore intermedie): lunedì-venerdì 7:00-8:00 e 19:00-23:00, sabato 7:00-23:00. F3 (ore fuori punta): tutte le altre ore, cioè notti, domeniche e festivi. Il prezzo è il più basso.

Se consumi soprattutto in F1 (lavori da casa, ufficio domestico) scegli un'offerta monoraria: paghi un prezzo medio unico e non rischi di spendere di più nelle ore di punta. Se concentri lavatrici, lavastoviglie e ricarica auto elettrica di sera e nel weekend, un'offerta bioraria o trioraria può abbassare la bolletta del 5-10%.

Come leggere la bolletta della luce

La bolletta elettrica italiana si divide in quattro macro-voci, stabilite da ARERA. La prima è la spesa per la materia energia: è la componente su cui il fornitore compete e l'unica che cambia davvero tra un'offerta e l'altra. Include il prezzo dell'energia (in €/kWh), la quota fissa di commercializzazione e l'eventuale componente di dispacciamento. Per un utente tipo da 2.700 kWh/anno, pesa circa il 40-50% della bolletta totale.

La seconda voce è la spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Questa la paga chiunque, indipendentemente dal fornitore, perché copre i costi della rete elettrica gestita dal distributore locale (e-distribuzione nella maggior parte d'Italia). La tariffa è fissata da ARERA e incide per circa il 20% della bolletta.

Terza voce: gli oneri di sistema. Servono a finanziare le rinnovabili (componente Asos), lo smantellamento del nucleare, il bonus sociale e altre voci di interesse collettivo. Anche questi sono identici per tutti i fornitori e valgono circa il 20%. Quarta e ultima voce: le imposte— accisa sull'energia e IVA al 10% per residenti (22% sulla quota fissa per i non residenti).

Il punto chiave: quando confronti due offerte, concentrati sulla spesa per la materia energia. Le altre tre voci non cambiano. Il nostro comparatore calcola tutte e quattro le componenti per darti la spesa annua effettiva, ma il margine di risparmio reale sta nella prima.

PUN: cos'è e come influenza il prezzo

Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo di riferimento dell'energia elettrica all'ingrosso in Italia. Viene determinato ogni giorno dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) sulla base dell'incrocio tra domanda e offerta sulla Borsa Elettrica (IPEX). Il PUN medio mensile è il dato che i fornitori usano per calcolare il costo delle offerte a prezzo variabile.

Quando sottoscrivi un'offerta "indicizzata al PUN", il tuo prezzo in €/kWh cambia ogni mese seguendo questo indice, più uno spread fisso applicato dal fornitore (ad esempio: PUN + 0,01 €/kWh). Lo spread è il margine del fornitore e varia da offerta a offerta: confrontalo per capire chi è più competitivo. Alcuni fornitori applicano anche un floor (prezzo minimo) che impedisce al tuo costo di scendere sotto una certa soglia anche quando il PUN è molto basso.

Storicamente il PUN è stato sotto i 0,06 €/kWh nel 2020, è schizzato oltre 0,30 €/kWh nella crisi energetica del 2022, ed è sceso a 0,10-0,12 €/kWh nel 2024. Chi ha un contratto indicizzato risparmia nei periodi di calma e paga di più nei picchi. Chi ha un fisso non sente le oscillazioni, nel bene e nel male.

Il PUN conviene quando il mercato è stabile o in discesa e hai la flessibilità di cambiare fornitore se sale. Il fisso conviene quando i prezzi all'ingrosso sono bassi (quindi il fornitore ti propone un fisso competitivo) e vuoi protezione da eventuali rialzi. Controlla il PUN medio degli ultimi 3 mesi prima di decidere.

Monorario o biorario: come scegliere

La scelta tra monorario e biorario dipende da un dato preciso: la distribuzione dei tuoi consumi nelle fasce orarie. Lo trovi in bolletta, nella sezione dei consumi rilevati, oppure nel portale del distributore (e-distribuzione per la maggior parte dei contatori italiani). I consumi sono divisi in F1, F2 e F3.

Se oltre il 60% dei tuoi kWh ricade in F2 e F3 — cioè consumi soprattutto di sera, di notte e nel weekend — una tariffa bioraria ti fa risparmiare. Questo profilo è tipico di chi lavora fuori casa tutto il giorno e usa gli elettrodomestici principali (lavatrice, lavastoviglie, forno) la sera o nel fine settimana. Anche chi ha un'auto elettrica e la ricarica di notte rientra in questo profilo.

Se lavori da casa, hai il condizionatore acceso di giorno in estate o usi il piano a induzione per cucinare a pranzo, la maggior parte dei consumi cade in F1. In questo caso il monorario è meglio: eviti di pagare un sovrapprezzo sulle ore di punta. Il prezzo monorario è una media ponderata delle tre fasce, quindi chi consuma molto in F1 ci perde con il biorario.

Un dato di riferimento: la famiglia italiana media consuma circa il 35% in F1, il 25% in F2 e il 40% in F3 (fonte: ARERA). Con questa distribuzione la differenza tra monorario e biorario è minima, nell'ordine di 10-20 €/anno. La scelta diventa significativa solo quando la distribuzione è molto sbilanciata in un senso o nell'altro.

La fine del mercato tutelato: cosa cambia

Dal 1° luglio 2024 il mercato tutelato dell'energia elettrica ha chiuso per i clienti domestici non vulnerabili. Chi non aveva scelto un fornitore del mercato libero è stato trasferito automaticamente al Servizio a Tutele Graduali (STG), un regime transitorio gestito da fornitori selezionati tramite aste ARERA.

Lo STG applica un prezzo che segue il PUN, con uno sconto rispetto alle condizioni del vecchio mercato tutelato. Nei primi mesi di attività (secondo semestre 2024) lo STG è risultato spesso più economico di molte offerte del mercato libero, anche grazie a un contributo una tantum versato dai fornitori aggiudicatari. Questo ha creato un paradosso: chi non aveva fatto nulla pagava meno di chi aveva scelto attivamente.

Ma lo STG non è una soluzione permanente. Le condizioni cambiano ogni trimestre e il regime ha una scadenza (prevista per il 2027). I clienti STG possono passare al mercato libero in qualsiasi momento senza penali. E dato che il prezzo STG è variabile, ogni trimestre potrebbe diventare meno conveniente rispetto a un'offerta a prezzo fisso del mercato libero.

I clienti vulnerabili (over 75, percettori di bonus sociale, disabili ai sensi della legge 104) restano nel Servizio di Maggior Tutela, con condizioni stabilite trimestralmente da ARERA. Anche loro possono passare al mercato libero se trovano condizioni migliori, con diritto di rientro. Il confronto periodico delle offerte è l'unico modo per sapere se paghi il giusto, qualunque sia il tuo regime attuale.

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Informazioni sui risultati

Le 40 offerte luce sono calcolate su un consumo tipo di 2.700 kWh/anno, potenza 3 kW, cliente residente — i parametri di riferimento ARERA per un utente domestico. Modificando i filtri puoi personalizzare il calcolo sui tuoi dati reali.

I prezzi vengono verificati ogni giorno direttamente dai siti dei fornitori e dal Portale Offerte ARERA. Se noti una discrepanza tra il prezzo mostrato e quello sul sito del fornitore, segnalacelo.

Alcune offerte sono indicate come "Consigliata": significa che hanno un accordo commerciale con noi. Questo non influenza il posizionamento nel confronto generale, che è basato sulla spesa annua calcolata.

Come funziona il nostro sito

Tariffo è un servizio gratuito per gli utenti. Potremmo ricevere una commissione dai fornitori a cui ti indirizziamo, quando attivi un'offerta tramite i nostri link. Le offerte contrassegnate come "Consigliata" hanno accordi commerciali attivi. Tutte le altre offerte sono incluse nel confronto senza compenso e ordinate per spesa annua calcolata e rilevanza.

Metodologia e fonti

I dati sulle offerte vengono raccolti dal Portale Offerte ARERA e dai siti ufficiali dei fornitori, aggiornati quotidianamente. Il calcolo della spesa annua considera tutte le componenti: materia energia, trasporto e gestione contatore, oneri di sistema e imposte (accisa e IVA). I parametri regolati (trasporto, oneri, imposte) sono quelli vigenti pubblicati da ARERA.

Verificato dalla redazione di Tariffo · Aggiornato il 12 aprile 2026

Domande frequenti sulla luce

1Qual è la migliore offerta luce di Aprile 2026?

A Aprile 2026 la tariffa luce più conveniente parte da circa €35.00/mese con AGSM AIM Energia, calcolata su un consumo tipo di 2.700 kWh/anno e potenza 3 kW. Il prezzo dipende dal profilo: consumi, fasce orarie, residenza e potenza del contatore. Usa i filtri del comparatore per inserire i tuoi dati reali e ottenere una stima personalizzata.

2Quanto costa un kWh sul mercato libero?

Il prezzo della componente energia varia tra 0,05 e 0,15 €/kWh a seconda del fornitore, del tipo di offerta (fisso o indicizzato al PUN) e del momento di mercato. A questo si aggiungono trasporto (circa 0,03 €/kWh), oneri di sistema e imposte. Il totale in bolletta si aggira tra 0,20 e 0,30 €/kWh per un utente domestico tipo. Confronta sempre la spesa annua totale, non solo il prezzo della materia energia.

3Cosa succede se non scelgo un fornitore?

Dal luglio 2024 il mercato tutelato per i non vulnerabili è terminato. Chi non ha scelto un fornitore è stato assegnato al Servizio a Tutele Graduali (STG), gestito tramite aste ARERA. Le condizioni dello STG possono essere competitive nel breve periodo, ma cambiano ogni trimestre. Confrontare le offerte del mercato libero resta il modo migliore per trovare un prezzo stabile nel tempo.

4Posso tornare al mercato tutelato?

No, per i clienti domestici non vulnerabili il mercato tutelato non esiste più dal 1° luglio 2024. I clienti vulnerabili (over 75, percettori di bonus sociale, disabili) possono restare nel Servizio di Maggior Tutela. Tutti gli altri possono scegliere tra le offerte del mercato libero o restare nel Servizio a Tutele Graduali fino alla sua scadenza naturale.

5Come si calcola il consumo annuo in kWh?

Il dato più affidabile è nella bolletta, alla voce "consumo annuo". Se non lo trovi, somma i consumi degli ultimi 12 mesi. Un appartamento con 2-3 persone senza riscaldamento elettrico consuma tra 2.000 e 3.000 kWh/anno. Con pompa di calore o piano a induzione si sale a 4.000-6.000 kWh. Il dato ARERA di riferimento per un utente domestico tipo è 2.700 kWh/anno.

6Cosa sono gli oneri di sistema?

Sono costi che tutti i consumatori pagano in bolletta per finanziare attività di interesse generale: incentivi alle fonti rinnovabili (componente Asos), smantellamento centrali nucleari, bonus sociali e altro. Non dipendono dal fornitore scelto e sono fissati trimestralmente da ARERA. Pesano circa il 20% della bolletta totale. Non puoi evitarli, ma sapere quanto incidono ti aiuta a capire su quale parte della bolletta puoi effettivamente risparmiare.

7Il prezzo fisso può aumentare?

Se il contratto prevede "prezzo fisso" o "prezzo bloccato", la componente energia resta invariata per tutta la durata stabilita (di solito 12 o 24 mesi). Attenzione: le componenti regolate (trasporto, oneri, imposte) possono comunque variare perché sono stabilite da ARERA e dal legislatore. Alla scadenza del prezzo fisso, il fornitore applica le condizioni economiche aggiornate, che quasi sempre sono più alte. Segna la data di scadenza e confronta di nuovo prima che arrivi.

8Cosa cambia tra residente e non residente?

Per i residenti si applicano le accise agevolate sull'energia elettrica e le aliquote IVA standard al 10% sulla quota energia. I non residenti (seconde case) pagano accise più alte e oneri di sistema maggiorati. La differenza può arrivare a 50-80 €/anno sulla stessa offerta. Nel comparatore, seleziona correttamente la residenza per avere un calcolo preciso della spesa annua.

9Meglio monorario o biorario?

Dipende da quando consumi. In monorario paghi lo stesso prezzo a qualsiasi ora. In biorario (o multiorario) la fascia F1 (lun-ven 8-19) costa di più, le fasce F2 e F3 (sera, notte, weekend) costano meno. Se concentri almeno il 60-70% dei consumi fuori dagli orari di ufficio — lavatrici di sera, ricarica auto di notte — il biorario può farti risparmiare il 5-10%. Se lavori da casa e consumi in F1, scegli monorario.

10Quanto tempo ci vuole per cambiare fornitore luce?

Il passaggio richiede in media 2-3 settimane dalla richiesta. Il nuovo fornitore gestisce tutto: non devi contattare il vecchio. Serve solo il codice POD (lo trovi in bolletta, inizia con IT001E) e il codice fiscale dell'intestatario. Non c'è alcuna interruzione di corrente durante il cambio: il contatore resta lo stesso, cambia solo chi ti fattura.