Cambiare fornitore di luce o gas non significa toccare contatori, cavi o tubi: la rete fisica resta sempre la stessa, gestita dal distributore locale (E-Distribuzione, Italgas, Areti, Inrete e altri a seconda della zona). Cambia solo chi ti emette la bolletta. Per questo il passaggio non comporta interruzioni di fornitura e non richiede tecnici a casa.
Cosa serve per fare il passaggio
Tre informazioni bastano per attivare un nuovo contratto: il codice POD per la luce (lo trovi in bolletta, inizia con IT001E o simile, 14 caratteri) o il codice PDR per il gas (14 cifre), l'intestazione del contratto attuale e una bolletta recente. La bolletta serve perché contiene anche il consumo storico annuo e la potenza impegnata, dati che il nuovo fornitore usa per costruire il preventivo.
Non devi disdire il vecchio contratto. La cessazione avviene automaticamente quando il nuovo fornitore comunica lo switch al distributore. È esattamente lo stesso meccanismo della portabilità del numero di telefono: una volta firmato il contratto nuovo, il vecchio si chiude da sé.
Se la fornitura è intestata a qualcun altro (es. un familiare deceduto, un ex coinquilino) non è un cambio fornitore: è una voltura, e ha procedure diverse. Stessa cosa se hai un contatore disattivato: ti serve un subentro, non uno switch.
Tempi e date utili
Lo switch va in vigore il primo giorno del mese successivo a quello in cui il nuovo fornitore notifica al distributore, con un anticipo minimo di 22 giorni rispetto al mese di partenza. In pratica: se firmi entro l'8-9 del mese, di solito vai vivo dal primo del mese dopo. Firmi più tardi? Slitti di un mese.
Per legge il passaggio è gratuito e il vecchio fornitore non può rifiutarsi. Riceverai due bollette finali: l'ultima del vecchio (con eventuale conguaglio) e la prima del nuovo. Le date di lettura del contatore sono comunicate dal distributore a entrambi i fornitori, quindi non c'è il rischio che ti facciano pagare due volte gli stessi kWh.
Penali, vincoli e mercato libero
Sul mercato libero non esistono penali per cambio fornitore. Possono però esserci spese di recesso anticipato sulla parte commerciale dell'offerta — di solito €20-40 — che sono legittime solo se il contratto le prevede esplicitamente e se l'offerta aveva sconti vincolati a una durata minima. Vanno indicate in bolletta e nell'allegato condizioni economiche.
Il diritto di ripensamento (ius poenitendi) di 14 giorni vale per tutte le offerte sottoscritte fuori dai locali commerciali, quindi per telefono, online o porta a porta. Hai 14 giorni dalla firma per ripensarci senza fornire motivazioni e senza costi.
Se hai aderito a un'offerta a domicilio o telefonica e hai un dubbio, conserva tutti i documenti ricevuti. Il fornitore è obbligato a inviarti una conferma scritta del contratto, e se mancano informazioni essenziali (canone fisso, prezzo materia energia, eventuali penali) il contratto può essere contestato.
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Confronta le offerte luce e gasDomande frequenti
1Devo pagare per cambiare fornitore?
No, lo switch in sé è gratuito. Possono esserci spese di recesso anticipato (€20-40) solo se la tua offerta attuale aveva uno sconto vincolato a una durata minima ancora in corso. Sul mercato libero non esistono penali tra un fornitore libero e l'altro.
2Il vecchio fornitore può bloccare il passaggio?
No. Lo switch è un diritto regolamentato dall'ARERA. Il vecchio fornitore può solo segnalare al distributore se ci sono morosità in corso, ma non può rifiutarsi. Eventuali insoluti restano dovuti ma vengono gestiti separatamente dallo switch.
3La fornitura si interrompe durante il cambio?
No, mai. Cambia solo l'intestazione commerciale del contratto, non l'infrastruttura. Continui a essere alimentato dallo stesso distributore senza interruzioni.
4Posso cambiare idea dopo aver firmato?
Sì, hai 14 giorni di ius poenitendi se hai firmato online, per telefono o porta a porta. Basta una comunicazione scritta al nuovo fornitore (PEC, raccomandata o canali indicati nel contratto).
