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Luce

Come leggere la bolletta della luce

Redazione Tariffo 7 min di letturaAggiornato il 2 maggio 2026

Da gennaio 2016 la bolletta della luce ha un formato standardizzato, imposto da ARERA con la cosiddetta Bolletta 2.0. Tutti i fornitori del mercato libero e di Tutele Graduali devono presentare le stesse voci nello stesso ordine, con un foglio iniziale di sintesi e un dettaglio analitico nelle pagine successive. Cambia la grafica, ma la sostanza no.

Il foglio di sintesi: cosa cercare per primo

La prima pagina contiene quattro informazioni che ti servono nel 90% dei casi: importo totale da pagare, periodo di riferimento, codice POD e data di scadenza. Se la bolletta è bimestrale, il periodo è di circa 60 giorni; se è mensile, di circa 30. Le bollette stimate hanno un consumo calcolato sulla media storica, quelle effettive sono basate su lettura reale del contatore.

Nello stesso foglio trovi una sintesi delle quattro componenti che compongono la spesa totale: spesa per la materia energia, spesa per il trasporto e la gestione del contatore, spesa per gli oneri di sistema, totale imposte (accise + IVA). Questi quattro blocchi corrispondono ai quattro pulsanti di un sistema regolato: solo uno di essi (la materia energia) è davvero negoziabile col fornitore, gli altri sono determinati dalla rete e dallo Stato.

Le quattro voci della spesa

Spesa per la materia energia: è il prezzo del kWh moltiplicato per i kWh consumati, più una quota fissa di commercializzazione (PCV — Prezzo Commercializzazione Vendita). Sul mercato libero entrambe le componenti le decide il fornitore, mentre sul Servizio a Tutele Graduali è ARERA a fissarle trimestralmente. È l'unica voce su cui ha senso confrontare le offerte.

Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: paga il distributore (E-Distribuzione, Areti, ecc.) per portare l'energia fino a casa tua e gestire il contatore. È identica per tutti i fornitori a parità di distributore. Sono le componenti TRAS, DIS, MIS che vedi se apri il dettaglio analitico.

Spesa per gli oneri di sistema: voce in apparenza misteriosa, in realtà finanzia incentivi a fonti rinnovabili (componente ASOS, ex A3), bonus sociale, dismissione del nucleare, ricerca e copertura per imprese energivore (componente ARIM). Sono fissati dallo Stato e identici per tutti i fornitori. Nel 2022-2023 furono parzialmente azzerati per contenere i rincari.

Imposte: accisa (calcolata in €/kWh) e IVA (10% per i residenti fino a 150 kWh/mese, 22% oltre la soglia o per le seconde case). I residenti hanno anche un'agevolazione sulle accise, che vengono applicate solo sui kWh oltre i primi 150 al mese.

Monorario, bioraria, multioraria: come riconoscerle

Sul foglio di sintesi (o nel dettaglio se non c'è) trovi indicato il tipo di tariffa applicata. Monorario significa stesso prezzo materia energia per ogni kWh, indipendentemente dall'orario. Bioraria significa due prezzi diversi: uno per la fascia F1 (lunedì-venerdì 8-19 escluse festività), uno per le fasce F2+F3 (resto della settimana). Multioraria distingue tutte e tre le fasce F1, F2, F3.

Il consumo per fascia è riportato in un riquadro specifico, di solito accanto alla lettura del contatore. Se hai una tariffa bioraria e vedi che oltre il 70% dei tuoi consumi è in F1 (giornaliero), una tariffa monoraria potrebbe convenirti di più. Vale anche il contrario: se sei a casa la sera e nei weekend, la bioraria sfrutta meglio il tuo profilo.

POD, codice cliente, IBAN, scadenza

Il POD (Point of Delivery) è il codice univoco del tuo contatore. Inizia con IT seguito da 12-14 cifre e una lettera (es. IT001E12345678). È quello che serve per cambiare fornitore, fare una voltura o comunicarlo all'amministratore di condominio. Lo trovi nella sezione "Dati fornitura" o simile, in prima o seconda pagina.

Il codice cliente o numero contratto è interno al fornitore e cambia ad ogni switch: serve solo per parlare col servizio clienti, non per fare operazioni amministrative. Diverso dal codice fiscale dell'intestatario, che resta lo stesso a vita.

La data di scadenza è il giorno entro cui pagare per evitare interessi di mora. Sotto la data trovi indicato il tasso di mora applicato (regolato da ARERA, è il tasso BCE + 3,5%). Per pagamenti entro 5 giorni dalla scadenza la mora è applicata in misura ridotta o nulla a seconda del fornitore.

Conguagli e autoletture

Una bolletta in conguaglio significa che il fornitore ricalcola gli importi sulla base di una lettura reale del contatore, dopo aver fatturato bollette stimate nei mesi precedenti. Se hai consumato meno della stima, il conguaglio è a credito (vedi un "a tuo credito" o un importo negativo); se hai consumato di più, è a debito. La voce è sempre etichettata "conguaglio" o "ricalcolo", mai nascosta.

L'autolettura è la trasmissione manuale del numero del contatore al fornitore. Per i contatori di prima generazione (vecchi, da leggere a vista) è ancora utile farla nei giorni indicati dalla bolletta — di solito 5 giorni a cavallo del mese. Per i contatori 2G (smart meter, rossi e digitali) la lettura è automatica e l'autolettura non serve, ma puoi comunque trasmetterla se non vuoi attendere il bimestre.

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Domande frequenti

1Perché in bolletta vedo "spesa materia energia" e "spesa per la materia energia"?

Sono due livelli diversi: nella sintesi vedi un totale, nel dettaglio analitico la voce è suddivisa in PE (prezzo energia, in €/kWh) e PCV (prezzo commercializzazione vendita, una quota fissa). La somma corrisponde alla spesa totale per la materia energia.

2Cos'è la componente UC1 che vedo nel dettaglio?

È la componente di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento. Compensa le differenze tra costi previsti e reali del sistema. È minima e applicata uguale per tutti i clienti.

3Posso fare l'autolettura quando voglio?

Sì, ma viene utilizzata solo se trasmessa nei giorni indicati. Fuori finestra il fornitore la registra ma usa lo stesso una stima per la bolletta corrente, mettendola a conguaglio nella successiva. Sui contatori smart 2G l'autolettura non serve perché la lettura è remota.

4Cosa succede se non pago entro la scadenza?

Dopo la scadenza scattano gli interessi di mora. Se il ritardo prosegue oltre 30-40 giorni il fornitore invia una costituzione in mora con preavviso di sospensione: a quel punto hai ulteriori 15-20 giorni prima dell'effettivo distacco. Le tempistiche esatte e i costi di riattivazione sono regolati da ARERA.