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Luce e Gas

Prezzo fisso o variabile: cosa conviene per luce e gas

Redazione Tariffo 6 min di letturaAggiornato il 2 maggio 2026

Quasi tutte le offerte luce e gas sul mercato libero si dividono in due famiglie: prezzo fisso, che blocca il costo della materia energia per 12 o 24 mesi, e prezzo variabile, che lega quel costo all'andamento dei mercati all'ingrosso (PUN per la luce, PSV per il gas). La differenza non è banale e cambia il profilo di spesa di un'intera famiglia.

Come funzionano in pratica

Nelle offerte a prezzo fisso il fornitore ti garantisce un valore in €/kWh (per la luce) o €/Smc (per il gas) che resta uguale per tutta la durata contrattuale, di solito 12 o 24 mesi. Quel prezzo riflette le aspettative di mercato del fornitore al momento dell'offerta più un margine commerciale; in pratica stai pagando una piccola assicurazione contro i rincari futuri.

Nelle offerte indicizzate il prezzo materia energia è composto da due elementi: un valore di riferimento di mercato — il PUN (Prezzo Unico Nazionale) per la luce, calcolato dal GME come media oraria delle quotazioni MGP, o il PSV (Punto di Scambio Virtuale) per il gas — più uno spread fisso del fornitore. Il valore di mercato cambia ogni mese sulla base della media reale delle quotazioni del periodo di fatturazione, lo spread no.

Il fisso conviene quando…

Il mercato all'ingrosso è in fase di rialzo o ad alta volatilità. Bloccare un prezzo oggi significa proteggersi da rincari nei mesi successivi. Storicamente è quello che hanno fatto molti consumatori nell'estate 2022, quando il PUN viaggiava sopra i 0,40 €/kWh e l'offerta fissa era una zattera di salvataggio.

Hai un budget energetico stretto o difficoltà a gestire bollette molto variabili da un mese all'altro. Il fisso ti dà prevedibilità, anche se in cambio paghi sempre un piccolo premio rispetto a quello che otterresti in periodi di mercato calmo.

Stai per affrontare un'estate di consumi alti (climatizzazione) o un inverno freddo: la bolletta in periodo di picco è quella che pesa di più, e il fisso azzera la sorpresa.

Il variabile conviene quando…

Il mercato è stabile o in calo strutturale. Le offerte indicizzate trasferiscono direttamente i ribassi al cliente, mentre il fisso resta ancorato al prezzo bloccato anche se il mercato è sceso. È quello che è successo nel 2024-2025: chi era su offerte fisse a prezzi 2022 ha pagato sensibilmente più di chi era indicizzato.

Hai capacità di assorbire oscillazioni del 20-30% sul costo materia energia da un mese all'altro. Su una bolletta luce media (€80-100/mese), parliamo di €15-30 di differenza tra mesi buoni e mesi cattivi. Su una bolletta gas in inverno la differenza può essere più ampia.

Stai monitorando attivamente l'andamento del PUN/PSV (puoi farlo nell'Osservatorio Energia di Tariffo) e sei pronto a passare a un fisso se vedi una tendenza al rialzo che ti preoccupa. Il vantaggio del mercato libero è proprio la flessibilità di passare da un'offerta all'altra ogni mese.

Cosa il prezzo fisso NON blocca

Una falsa percezione comune: "col fisso non c'è niente che possa cambiare". Falso. Il fisso blocca solo la componente materia energia (il prezzo del kWh o dello Smc e la quota di commercializzazione PCV). Trasporto, oneri di sistema, accise e IVA sono fissati da ARERA o dallo Stato e variano periodicamente per tutti — clienti fissi, indicizzati o in Tutele Graduali.

Anche un'offerta fissa al 100% può quindi vedere la bolletta cambiare quando vengono aggiornati gli oneri o le accise. La variazione non dipende dal fornitore e non è negoziabile. Lo stesso vale per il bonus sociale: se ne hai diritto, viene applicato indipendentemente dal tipo di offerta.

Confrontare offerte fisse e indicizzate

Confrontare un prezzo fisso (es. 0,135 €/kWh) con un'offerta indicizzata (es. PUN + 0,02 €/kWh) richiede un esercizio: quale sarà il PUN medio nei prossimi 12 mesi? Nessuno lo sa con certezza, ma puoi guardare la media degli ultimi 90-180 giorni nell'Osservatorio Energia, sommarci lo spread del fornitore e confrontare il risultato con l'offerta fissa. Se la media osservata è 0,11 €/kWh e lo spread è 0,02, il prezzo equivalente è 0,13 €/kWh: l'indicizzato è leggermente più conveniente, a parità di scenario di mercato.

Lo strumento di stima ARERA ("Portale Offerte") fa questo calcolo automatico per le offerte registrate, ma usa una proiezione conservativa del PUN. Per chi vuole un confronto più aggressivo, conviene partire dal prezzo medio degli ultimi 30 giorni e ragionare per scenari (rialzo del 10%, calo del 10%, stabile).

Pronto a scegliere?

Confronta tutte le offerte aggiornate a Maggio 2026.

Vedi l'andamento di PUN e PSV

Domande frequenti

1Quanto può variare il PUN in 12 mesi?

Storicamente il PUN ha avuto oscillazioni dal 30 al 200% nello stesso anno, in particolare nel 2022 (crisi gas). In condizioni normali la variabilità tra trimestri è del 10-25%. L'Osservatorio Energia di Tariffo permette di vedere la serie storica dei valori giornalieri.

2Posso passare da fisso a variabile (o viceversa) in corsa?

Sì, sul mercato libero. Cambi offerta come faresti tra due fornitori: nessuna penale se l'offerta non lo prevede esplicitamente. La transizione richiede uno switch tra fornitori (1 mese pieno) o un cambio offerta interno se il fornitore lo permette (di solito immediato).

3Lo spread del fornitore può cambiare nelle offerte indicizzate?

No, durante il periodo contrattuale lo spread è fisso. Quello che cambia mese per mese è il PUN o PSV di riferimento. Alla scadenza del periodo promozionale (es. dopo 12 mesi) il fornitore può proporre un nuovo spread; in quel caso vale come modifica unilaterale e hai diritto al recesso senza costi.

4Le bollette in Tutele Graduali sono fisse o variabili?

Indicizzate, ma con aggiornamento trimestrale (non mensile). Il prezzo materia energia per i clienti STG è fissato da ARERA ogni tre mesi sulla base delle aste competitive vinte dai fornitori assegnatari.