Quasi tutte le offerte luce e gas sul mercato libero si dividono in due famiglie: prezzo fisso, che blocca il costo della materia energia per 12 o 24 mesi, e prezzo variabile, che lega quel costo all'andamento dei mercati all'ingrosso (PUN per la luce, PSV per il gas). La differenza non è banale e cambia il profilo di spesa di un'intera famiglia.
Come funzionano in pratica
Nelle offerte a prezzo fisso il fornitore ti garantisce un valore in €/kWh (per la luce) o €/Smc (per il gas) che resta uguale per tutta la durata contrattuale, di solito 12 o 24 mesi. Quel prezzo riflette le aspettative di mercato del fornitore al momento dell'offerta più un margine commerciale; in pratica stai pagando una piccola assicurazione contro i rincari futuri.
Nelle offerte indicizzate il prezzo materia energia è composto da due elementi: un valore di riferimento di mercato — per la luce il PUN (dal 2025 «PUN Index GME», media dei prezzi zonali del Mercato del Giorno Prima ponderata per le quantità acquistate), per il gas il PSV (Punto di Scambio Virtuale) — più uno spread fisso del fornitore. Il valore di mercato cambia ogni mese sulla base della media reale delle quotazioni del periodo di fatturazione, lo spread no.
Il fisso conviene quando…
Il mercato all'ingrosso è in fase di rialzo o ad alta volatilità. Bloccare un prezzo oggi significa proteggersi da rincari nei mesi successivi. Storicamente è quello che hanno fatto molti consumatori nell'estate 2022, quando il PUN viaggiava sopra i 0,40 €/kWh e l'offerta fissa era una zattera di salvataggio.
Hai un budget energetico stretto o difficoltà a gestire bollette molto variabili da un mese all'altro. Il fisso ti dà prevedibilità, anche se in cambio paghi sempre un piccolo premio rispetto a quello che otterresti in periodi di mercato calmo.
Stai per affrontare un'estate di consumi alti (climatizzazione) o un inverno freddo: la bolletta in periodo di picco è quella che pesa di più, e il fisso azzera la sorpresa.
Il variabile conviene quando…
Il mercato è stabile o in calo strutturale. Le offerte indicizzate trasferiscono direttamente i ribassi al cliente, mentre il fisso resta ancorato al prezzo bloccato anche se il mercato è sceso. Chi aveva bloccato prezzi fissi molto alti nel 2022 ha spesso pagato più di chi era su un'offerta indicizzata quando i prezzi all'ingrosso sono scesi.
Puoi assorbire oscillazioni anche sensibili del costo materia energia da un mese all'altro. Sulla bolletta gas l'effetto si sente di più in inverno, quando i consumi sono più alti.
Stai monitorando attivamente l'andamento del PUN/PSV (puoi farlo nell'Osservatorio Energia di Tariffo) e sei pronto a passare a un fisso se vedi una tendenza al rialzo che ti preoccupa. Il vantaggio del mercato libero è proprio la flessibilità di cambiare offerta quando vuoi.
Cosa il prezzo fisso NON blocca
Una falsa percezione comune: "col fisso non c'è niente che possa cambiare". Falso. Il fisso blocca solo la componente materia energia (il prezzo del kWh o dello Smc e la quota di commercializzazione PCV). Trasporto, oneri di sistema, accise e IVA sono fissati da ARERA o dallo Stato e variano periodicamente per tutti — clienti fissi, indicizzati o in Tutele Graduali.
Anche un'offerta fissa al 100% può quindi vedere la bolletta cambiare quando vengono aggiornati gli oneri o le accise. La variazione non dipende dal fornitore e non è negoziabile. Lo stesso vale per il bonus sociale: se ne hai diritto, viene applicato indipendentemente dal tipo di offerta.
Confrontare offerte fisse e indicizzate
Confrontare un prezzo fisso (es. 0,135 €/kWh) con un'offerta indicizzata (es. PUN + 0,02 €/kWh) richiede un esercizio: quale sarà il PUN medio nei prossimi 12 mesi? Nessuno lo sa con certezza, ma puoi guardare la media degli ultimi 90-180 giorni nell'Osservatorio Energia, sommarci lo spread del fornitore e confrontare il risultato con l'offerta fissa. Se la media osservata è 0,11 €/kWh e lo spread è 0,02, il prezzo equivalente è 0,13 €/kWh: l'indicizzato è leggermente più conveniente, a parità di scenario di mercato.
Il Portale Offerte ARERA mostra per ogni offerta una stima della spesa annua secondo una metodologia uniforme: usala come base di confronto. Per un confronto più personale puoi partire dal prezzo medio degli ultimi 30 giorni e ragionare per scenari (rialzo, calo, stabilità).
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Vedi l'andamento di PUN e PSVDomande frequenti
1Quanto può variare il PUN in 12 mesi?
Molto, nei periodi di crisi: nel 2022 il PUN mensile è più che raddoppiato in pochi mesi. La serie storica è consultabile nell'Osservatorio Energia di Tariffo.
2Posso passare da fisso a variabile (o viceversa) in corsa?
Sì, sul mercato libero. Cambi offerta come faresti tra due fornitori, di regola senza penali: solo i contratti luce a prezzo fisso e durata determinata possono prevedere un onere di recesso anticipato. La transizione richiede uno switch tra fornitori (di norma 1-2 mesi; per la luce entro tre settimane dal 1° dicembre 2026) o un cambio offerta interno se il fornitore lo permette.
3Lo spread del fornitore può cambiare nelle offerte indicizzate?
No, durante il periodo contrattuale lo spread è fisso. Quello che cambia mese per mese è il PUN o PSV di riferimento. Alla scadenza del periodo (es. dopo 12 mesi) il fornitore può proporre un nuovo spread: se il venditore cambia le condizioni al rinnovo deve avvisarti per iscritto in anticipo e puoi recedere senza oneri.
4Le bollette in Tutele Graduali sono fisse o variabili?
Indicizzate al mercato: il prezzo dell'energia segue il PUN effettivo di ogni mese, a cui si aggiungono dispacciamento e un corrispettivo nazionale determinato dagli esiti delle aste del 2024. Le altre voci (rete, oneri, imposte) sono le stesse del mercato libero.
Fonti
- GME, FAQ mercato elettrico (PUN Index GME)
- ARERA, Il Servizio a Tutele Graduali
- ARERA, scheda tecnica delibera 250/2023/R/com (oneri di recesso)
- ARERA, Atlante del consumatore: tempi del cambio venditore
Fonti consultate il 10 ottobre 2026. Le regole possono cambiare: in caso di dubbio fa fede il testo dell'autorità o del fornitore. Segnalaci un errore dalla pagina Redazione.
