Tre parole che vengono usate quasi come sinonimi e che invece descrivono operazioni amministrative molto diverse. Sbagliare quale chiedere significa pagare di più, perdere giorni o ritrovarsi con bollette intestate alla persona sbagliata. La distinzione si gioca tutta su due variabili: il contatore esiste già? Ed è attivo o disattivato?
Voltura: il contatore è attivo, cambia solo l'intestatario
Si fa una voltura quando il contatore è già fisicamente installato e funzionante, e c'è già un contratto di fornitura attivo che intestato a un'altra persona. È il caso tipico dell'inquilino che subentra a un altro inquilino senza interruzione, o del coniuge che eredita il contratto del partner. La fornitura non si interrompe: cambia solo la persona che riceve la bolletta.
I costi di voltura sono regolati: per la luce circa €25-30 più imposte; per il gas circa €70-80. Spesso il fornitore aggiunge un piccolo deposito cauzionale (€30-150) che viene restituito alla cessazione del contratto. La pratica viene gestita dal nuovo fornitore scelto e si conclude in 5-7 giorni lavorativi.
Per fare la voltura servono i dati del precedente intestatario (nome o codice cliente), il POD per la luce o il PDR per il gas, un documento dell'attuale richiedente e il contratto di locazione o titolo equivalente. La voltura mortis causa, quando l'intestatario è deceduto, ha procedura semplificata e costi spesso azzerati.
Subentro: il contatore esiste, ma la fornitura è cessata
Il subentro si fa quando il contatore è ancora installato — quindi non serve un nuovo allaccio fisico — ma il contratto precedente è stato chiuso e la fornitura è disattivata. Esempio classico: ti trasferisci in una casa che è stata vuota per qualche mese, il vecchio inquilino aveva chiuso il contratto, il contatore è ancora lì. Per riattivare l'erogazione serve un subentro.
Costi simili alla voltura: €25-30 per la luce, €70-80 per il gas. Ma c'è un passaggio in più: il distributore deve verificare che l'impianto sia idoneo all'erogazione. Per il gas è obbligatoria la dichiarazione di conformità dell'impianto domestico (DM 37/2008): se l'immobile è stato ristrutturato, il certificato deve essere recente. Senza, niente attivazione.
I tempi di subentro sono di 7-10 giorni lavorativi una volta confermata l'idoneità. La voltura è più rapida del subentro proprio perché in caso di voltura la fornitura non si è mai interrotta, e quindi non serve nessuna verifica di idoneità.
Allaccio: il contatore non c'è proprio
L'allaccio (o nuova attivazione, o nuovo allacciamento) è la situazione più complessa: in casa non c'è ancora un contatore, perché l'immobile è di nuova costruzione o non è mai stato collegato alla rete. Serve un sopralluogo del distributore, l'installazione del contatore (e a volte del cavo o tubo di adduzione), poi l'attivazione del contratto commerciale.
I costi sono molto più alti e variabili: per la luce, da €110-150 per un allaccio standard 3 kW residenziale fino a €1.000-3.000+ se serve estendere la linea o aumentare la potenza. Per il gas, €150-200 per allacci standard, fino a €1.500-3.000 se la rete principale è lontana e servono lavori di scavo. Una parte è regolata da ARERA, una parte è a preventivo del distributore.
I tempi di allaccio standard sono 30-40 giorni lavorativi, ma diventano facilmente 60-90 giorni se servono lavori di rete. Vale la pena chiedere preventivi a più distributori… solo che, in realtà, il distributore di area è uno solo: quello che ha la concessione locale. Quindi non c'è concorrenza sull'allaccio fisico, solo sul fornitore commerciale che attivi sopra.
Errori comuni e come evitarli
Il caso più frequente è confondere subentro e voltura. Se il vecchio inquilino ha chiuso il contratto al cambio casa, è un subentro (più costoso, più lento). Se invece il contratto è ancora attivo a suo nome al momento del passaggio di consegne, si fa una voltura (più rapida, mantiene la fornitura attiva). Vale la pena coordinarsi col proprietario o l'ex inquilino prima di fare richiesta.
Per il gas, un errore tipico è dimenticare la dichiarazione di conformità dell'impianto. Senza quella, il subentro non parte. Se l'impianto è vecchio o l'immobile è stato ristrutturato, va chiamato un installatore abilitato per la verifica e il rilascio del certificato. Costo: €200-500 a seconda dell'impianto.
Infine, attenzione alle volture su contratti del Mercato Tutelato/Tutele Graduali: la voltura è ancora possibile, ma è un'occasione naturale per valutare un passaggio al mercato libero, perché molti fornitori azzerano il costo voltura se contestualmente attivi una loro offerta.
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Confronta le offerte luce e gasDomande frequenti
1Posso fare la voltura senza il vecchio intestatario?
Sì, se è un cambio standard tra inquilini la voltura non richiede il consenso del precedente intestatario. Servono solo i dati del POD/PDR e dei due soggetti. Per la voltura mortis causa serve copia del certificato di morte.
2Il proprietario può intestarsi la fornitura?
Sì, ed è una soluzione comune nei contratti di affitto temporaneo o nelle seconde case. Va però sapere che il proprietario non residente paga IVA al 22% (invece del 10% applicato ai residenti) e non ha diritto al bonus sociale anche se ne avrebbe i requisiti.
3Cosa succede se cambio fornitore subito dopo aver fatto la voltura?
Niente di particolare: lo switch parte normalmente dal primo del mese successivo. Però alcuni fornitori applicano la voltura gratuita solo se mantieni la loro offerta per almeno 12 mesi. Vale la pena leggere le condizioni economiche prima di firmare.
4Quanto costa togliere completamente il contatore?
La cessazione contratto con rimozione del contatore ("disattivazione fisica") è un'operazione del distributore: €25-50 per la luce, €70-100 per il gas. Va distinta dalla semplice cessazione del contratto, che lascia il contatore in posto e costa molto meno (spesso gratis). Vale la pena chiederla solo per immobili che resteranno vuoti per molto tempo.
