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Quanto incidono PUN e PSV sulle bollette? I dati del 27 ottobre 2026

A cura di Content Specialist energia e comparazione tariffe

Una bolletta senza scritte accanto a una lampadina e a un fornello a gas spento

Valori PUN e PSV al 27 ottobre 2026

PUN luce

0,2415 €/kWh

+7,72% · in aumentovs precedente

PSV gas

1,0307 €/Smc

+6,18% · in aumentovs precedente

Un aumento dei prezzi all’ingrosso non si trasferisce nello stesso modo a tutte le bollette. Oggi, martedì 27 ottobre 2026, PUN e PSV salgono rispetto al giorno precedente, ma il confronto con la media dei sette giorni precedenti restituisce indicazioni diverse per elettricità e gas. Per capire l’effetto sulla spesa domestica, conta il contratto sottoscritto.

Qual è il valore del PUN e come va letto?

Il PUN, riferimento per il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, si attesta a 0,2415 €/kWh. La variazione è +7,72% rispetto al giorno precedente, quando il valore era 0,2242 €/kWh.

Il rialzo giornaliero non porta però l’indice sopra il suo riferimento settimanale: la variazione è -0,30% rispetto alla media dei sette giorni precedenti, pari a 0,2423 €/kWh. Le letture non sono in contraddizione: descrivono il prezzo di oggi usando termini di confronto differenti. Il PUN resta un riferimento all’ingrosso, non il costo completo dell’elettricità per la famiglia.

Il PSV segue lo stesso andamento dell’elettricità?

Il PSV, riferimento per il prezzo all’ingrosso del gas, raggiunge 1,0307 €/Smc. Segna +6,18% rispetto al giorno precedente, a fronte di un valore precedente di 0,9707 €/Smc.

Diversamente dal PUN, il gas si colloca anche sopra il riferimento settimanale. La variazione è +5,27% rispetto alla media dei sette giorni precedenti, pari a 0,9791 €/Smc. Luce e gas condividono quindi la direzione del movimento giornaliero, ma non la posizione rispetto alle rispettive medie. Anche il PSV descrive il mercato all’ingrosso, non l’intero prezzo fatturato al cliente domestico.

Una tariffa indicizzata recepisce subito questi aumenti?

Non necessariamente nella stessa misura né con effetto immediato sull’intera fattura. Nelle offerte a prezzo variabile indicizzato, PUN e PSV incidono soprattutto sulla componente energia, secondo la formula e il periodo di aggiornamento previsti dal contratto.

La rilevazione di oggi, da sola, non permette quindi di stabilire quanto aumenterà una bolletta. Occorre considerare il riferimento applicato nell’offerta, gli eventuali corrispettivi aggiuntivi e i consumi fatturati. La variazione dell’indice non equivale alla variazione percentuale della spesa totale: riguarda un elemento del calcolo, non tutte le voci presenti in fattura.

Che cosa cambia per chi ha un prezzo fisso?

Se il contratto blocca il prezzo della componente energia, le oscillazioni quotidiane di PUN e PSV in genere non modificano quella componente fino alla scadenza delle condizioni economiche. Questo non significa che l’importo finale della bolletta sia sempre identico: conta anche quanta energia viene consumata.

Inoltre, sia nelle offerte fisse sia in quelle indicizzate, la fattura comprende altre voci, come trasporto, oneri e imposte. Distinguere il prezzo della materia energia dal totale da pagare permette di leggere correttamente i dati di oggi, senza attribuire agli indici un effetto automatico su tutta la spesa.

Confronta le offerte luce e gas

Verifica con il comparatore Tariffo se la tua tariffa attuale è in linea con il mercato. Il confronto separa offerte a prezzo fisso da quelle indicizzate al PUN o al PSV.